I draghi in Cina

ToothlessI draghi sono apparsi nella mitologia e nelle leggende di diverse civiltà che non sono mai entrate a contatto fra di loro. Come ben saprete, anche nella cultura cinese i draghi rivestono un ruolo piuttosto importante. Tuttavia, ci sono alcune differenze fra i classici draghi europei (rappresentati solitamente come creature malvagie) e quelli cinesi (rappresentati, invece, come creature benevolenti).

Prima di tutto, ciò che differisce, è l’aspetto fisico. Un drago europeo, di solito, ha ali, corna, sputa fuoco e ha sembianze simili a quelle dei rettili (come mostrato nell’immagine sovrastante), mentre uno cinese può ricordare un pesce o una tartaruga, anche se la versione più conosciuta è quella di un serpenteDrago a quattro zampe. Alcune descrizioni vogliono che il drago sia lungo più di 100 km. Ci sono anche varie differenze regionali. Quelle principali sono i draghi giapponesi e quelli coreani che, pur essendo quasi uguali a quelli cinesi, presentano lievi differenze (ad esempio, i draghi coreani hanno una barba più lunga).

Anche il valore simbolico del drago, come già citato sopra, è diverso da cultura a cultura. In Cina e negli altri Paesi asiatici in generale, il drago è una creatura benevolente ed è il simbolo dell’autorità imperiale. Molte persone in Cina credono che questa creatura sia reale, al contrario dei draghi europei, che sono considerati solo creature mitologiche o di antiche leggende. Inoltre i draghi europei sono anche simbolo di paura, guerra e violenza (solo recentemente vengono visti da un’altra angolatura, in serie come Eragon e How To Train Your Dragon).

Anche la lingua gioca un ruolo abbastanza importante. In tedesco, inglese e nelle lingue neo-latine, la parola “drago” deriva dal greco δράκων, drakon, che significa “serpente”, “serpente gigantesco”. Sin dalle prime iscrizioni, nella lingua cinese il simbolo rappresentante il drago ricorda una corona. PoiImmagine, lentamente è diventato un carattere composto da due parti, con a destra una creatura a quattro zampe dalla forma allungata. In cinese tradizionale si scrive 龍, mentre la versione (un po’ rovinata) semplificata è 龙. Il carattere è da pronunciarsi lóng. Interessante la versione giapponese del carattere, 竜 (ryū secondo la pronuncia on’yomi, cioè cinese, e tatsu secondo la pronuncia kun’yomi, cioè nativa), che rappresenta un drago visto frontalmente, con la coda rivolta verso destra. Nella lingua cinese, è un complimento dare a qualcuno del “drago“, significa che è una persona benevolente e colta. Ci sono anche diversi Chengyu (espressioni di lingua cinese formate solitamente da quattro caratteri che spiegano in modo più “colto” diverse situazioni che, altrimenti, sarebbero esprimibili con lunghe frasi) sui draghi, come 望子成龍, ngzǐchénglóng, (letteralmente sperare che il proprio figlio diventi un drago, cioè sperare che il proprio figlio possa avere successo in futuro).

Conclusione: I draghi, pur comparendo nelle leggende di popoli mai entrati in contatto fra loro (ad esempio i cinesi e i greci), sono visti in modo differente da cultura a cultura. La parola drago, davanti a un italiano, potrebbe suscitare paura o, in generale, qualcosa di negativo, mentre in Cina è il contrario (le cose negative si attribuiscono a creature di scarso valore, come vermi, non di certo ai draghi!). Se avete dubbi, domande o perplessità chiedete nei commenti e sarò felice di rispondere alle vostre domande!

Christian Fan Jiang

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L’evoluzione della lingua cinese

Introduzione

Ciao a tutti, sono Christian Jiang e su YouTube faccio delle lezioni di cinese, sia per coloro che guardano i video per curiosità, sia per gli studenti che vogliono ripassare! C’è un programma che inizia dalle basi e, man mano, va verso le cose più difficili, quindi, teoricamente, uno potrebbe iniziare anche a studiare il cinese con me!

Questa è la mia prima lezione, fatta quasi cinque mesi fa. Se siete già bravissimi, e non avete bisogno di illuminazioni sui cinque toni della lingua cinese, guardate i miei altri video più recenti, che trattano di argomenti un po’ più avanzati.

Su questo sito pubblicherò prevalentemente articoli sulla cultura cinese, sulla sua splendida lingua… La forma scritta, ricordate, è una delle più antiche usate ancora oggi!

L’evoluzione della lingua cinese

Come ben saprete, la lingua cinese è composta da migliaia di simboli, chiamati hànzì (sono sicuro che li conoscerete meglio con il nome di kanji). I hànzì sono uno dei sistemi di scrittura più antichi del mondo utilizzati ancora oggigiorno. Alcuni esperti ne fanno risalire le origini ad addirittura 8500 anni fa! Non sono lettere, perciò la loro pronuncia è quasi sempre da memorizzare, ma devo ammettere che è un sistema di scrittura geniale, dato che fa uso di radicali, parti per ricordare la pronuncia e molto altro…

Naturalmente i caratteri cinesi non sono stati sempre questi. Mi spiego meglio: oggi quello che vediamo per le strade di grandi città come Pechino o Hong Kong, sono i caratteri Han moderni (a Pechino sono anche semplificati, ma di questo ne parleremo un’altra volta). Sono quadrati e non esistono linee curve o cerchi. Una volta, invece, il cinese era decisamente più curvo, e ancora prima la scrittura aveva un aspetto irregolare. Ma i caratteri sono sempre questi: forse la pronuncia è cambiata e cambierà col passare dei secoli, ma l’aspetto e il significato rimarrà per sempre quello (raramente capita che i caratteri abbiano dei cambi di significato).

Questa immagine spiega come sono mutati i caratteri, dalla Dinastia Shang ad oggi (non fate caso alle ultime due colonne, che sono degli alfabeti di trascrizione):

chinese_evolutionL’evoluzione dei caratteri, prima di quelli semplificati, si ferma allo Standard script (che è quello visto nelle strade o nei libri di Hong Kong, Macao e Taiwan), i due Running script e Draft script sono dei corsivi. Iniziamo dal più antico, che nell’immagine è contrassegnato dal nome Oracle bone script. I caratteri sono poco stilizzati e raffigurano la realtà: un pesce è il disegno di un pesce, così come il carro (si possono vedere le ruote). I simboli sono molto irregolari, perché sono ritrovati sulle ossa degli animali o sui gusci di tartaruga. Poi, sul bronzo, i caratteri hanno subito una trasformazione, ma quella radicale arriva col periodo dei Seal script. Lì i simboli già iniziano ad assomigliare ai nostri. Ma sono stati sostituiti con il Clerical script, perché troppo difficili da tracciare. È da qui che i simboli sono identici ai nostri, e i cinesi sono in grado di leggere un testo in questo stile.

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Questo è un testo nella sopracitata Clerical script. Un occhio attento noterebbe che i caratteri sono già completamente uguali a quelli di oggi. Cambiano solo alcune cose di cui vi parlerò in questo momento.

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Parlo del cinese semplificato. È molto recente (anni ’50) ed è utilizzato prevalentemente nella Cina continentale e in Singapore. Provate a confrontare questo testo con quello sopra. Le scritte sono identiche, cambia solo la distinzione fra semplificato e tradizionale. In un caso i caratteri sono più semplici da scrivere… Che ne pensate? Il lavoro di semplificazione è stato enorme e molto dispendioso (ci sono stati molti round di semplificazione e non sono ancora finiti)… Ne è valsa la pena?

Conclusione

La lingua cinese si è evoluta con il passare di millenni, passando da uno stile all’altro. Le forme sono cambiate e così anche i caratteri sono aumentati (adesso sono un numero infinito… e naturalmente non serve saperli tutti). Il cinese si evolverà ancora? Oppure verrà rimpiazzato da un altro sistema di scrittura in lettere romane (come il pīnyīn) come è successo tempo fa in Vietnam? Nessuno lo sa… Stiamo a guardare!

Commentate per eventuali dubbi, vi risponderò con piacere!

Christian Fan Jiang

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